Necropoli di Treselle di Cetraro

La Necropoli di Treselle di Cetraro, indagata tra il 1997 ed il 1998, lungo la carreggiata in terra battuta della strada di collegamento Monte Serra-S. Angelo e nell’area a nord del tracciato.

Lo scavo ha permesso di recuperare nel complesso 12 tombe, disposte disordinatamente in una vasta area tra il terzo quarto del IV e la prima metà del III sec. a.C., esemplificando la vita quotidiana e l’immaginario socio-economico delle genti italiche.

La necropoli di Treselle di Cetraro, tra i pochi contesti funerari indagati nel Bruzio italico, rappresenta un importante modello di indagine sulle pratiche funerarie brettie. Il sito è costituito da una serie di piccoli colli, ubicati intorno ai 600 m s.l.m., le propaggini più meridionali del tratto della Catena Costiera compreso tra i torrenti Triolo e Aron.

La necropoli presenta un evidente modello di raggruppamento per nuclei familiari, visto che alcune tombe sono limitate a piccole porzioni di terreno e che i gruppi sono intervallati tra loro da ampie zone non utilizzate (spesso, tra un gruppo e l’altro, ci sono anche 10-15 m di distanza). Le tombe, del tipo ad inumazione semplice supina, sono caratterizzate da due diverse tipologie sepolcrali, “a cassa” di laterizi e alla “cappuccina.