STRABO De situ orbis cum indice locupletissimo. Tomus secundus.

STRABO

De situ orbis cum indice locupletissimo. Tomus

secundus.

 

Lugduni, apud Gabrielem Coterium, 1559 (Lugduni,

excudebat Ioannes d’Ogerolles, 1557).

 

722 p., [65] p. ; 16°

Segnatura: A-Z5 Aa-Zz5 Aaa-Ccc 5 Ddd

 

Impronta: amn- eae- t,t, disi (3) 1559 (A)

(BNCS FONDO ROBERTI CINQ. 1)

 

 

 

 

« Tuttavia, chi voglia accingersi alla descrizione della terra, deve occuparsi non solo dei fatti del presente ma, in qualche misura, anche di quelli del passato, soprattutto quando essi siano degni di nota. »
(Strabone. Geografia. vi, 1, 2)

« […] l’ampiezza del sapere, la sola in grado di render possibile l’intraprendere lo studio della geografia, è prerogativa di chi ha saputo speculare sulle cose sia umane che divine, la conoscenza delle quali si dice costituisca la filosofia.

 […] l’utilità della geografia, intendo dire, presuppone che il geografo sia egli stesso un filosofo, un uomo che impegna se stesso nella ricerca dell’arte di vivere, o detto in altro modo, della felicità. »

(Strabone. Geografia. i, 1, 1)