Sezione Storica – Fondo Cartografico Losardo – Sala IX (Tav. V)

  • Apuliae quae olim Iapigia nova corographia Calabriae descriptio (1592?)

Si tratta di una tavola composta (570×460 mm) da due incisioni. Quella conservata nella parte di sinistra è attribuibile a G. Gastaldi e rappresenta l’Apuliae quae olim Iapigia nova corographia, con l’est in alto, senza graduazione marginale, senza scala metrica e con un vivace colorismo. Sono rappresentati, partendo dall’alto, la Puglia o Terra di Otranto, la Terra di Bari e la Calabria. La carta è segnata da una fitta rete idrografica, da confini territoriali colorati e da toponimi che definiscono una maglia di insediamenti articolati.

L’incisione di destra è invece relativa alla Calabriae descriptio di Prospero Parisio, forse tratta dall’opera di Ortelius, anch’essa senza graduazione marginale e con scala a 20 miglia, caratterizzata da vivaci colori, inserita nell’opera di Ortelius perché considerata a suo tempo pulcherrima et exactissima.

La carta, databile intorno alla fine del ‘500, rappresenta una delle prime e più significative rappresentazioni della Calabria in dettaglio possedute, forse riferibile ad una seconda edizione del 1592, conservata, tra l’altro, anche alla British Library di Londra e alla Biblioteca Nazionale di Parigi. La carta fu fatta incidere dall’archeologo e numismatico cosentino Prosperio Parisio, forse dedicata al vescovo di Cosenza Evangelista Pallotta: si tratta di una carta di ottima fattura, ricca di tante informazioni topografiche ed erudite, tanto che anche Gioacchino da Fiore ne accluderà copia nella sua Calabria Illustrata del 1691.

La carta fu realizzata, probabilmente, con una ricognizione autoptica dei luoghi, forse in compagnia di G. Barrio, autore di una delle più importanti opere erudite sulla Calabria, ovvero De Antiquitate et situ Calabriae, del 1571. Per la prima volta compare la distinzione in Calabria Citerior ed Ulterior; graficamente sono identificabili sia il complesso sistema orografico della Calabria, sia la Sila-Silua, la grande foresta calabrese.

 

 

 

 

5-tav. V-Apuliae quae olim Iapigia-Calabria descriptio (1560 ca)