Sezione Storica – Fondo Cartografico Losardo – Sala IX (Tav. XII)

Regno di Napoli (1620)

L’importanza di questa carta di Giovanni Antonio Magini sta nel grande lavoro di assemblaggio compiuto per realizzarla, distaccandosi completamente dalla precedenti realizzazioni a stampa basate sul lavoro di Pirro Logorio e del Gastaldi. Questa risulta infatti un paziente assemblaggio delle numerose carte regionali fino ad allora prodotte; la Puglia del Gastaldi nel 1567, l’Abruzzo del Bonifacio nel 1587 e la Calabria del Parisio nel 1589 per quelle stampate, le pitture di Egnatio Danti nella Galleria Vaticana e soprattutto l’atlante realizzato da Mario Cartaro e Niccolò Antonio Stigliola, del quale rimangono oggi alcuni esemplari in copia. L’Autore, Giovanni Antonio Magini (1555-1617), è stato un affermato matematico, astronomo, e cartografo italiano. Come cartografo, il suo nome è legato al già citato Atlante Italia, che fu pubblicato tre anni dopo la sua prematura morte. Composto da un breve testo descrittivo di sole 24 carte, l’opera è corredata di 61 carte geografiche della penisola, e costituisce il primo esempio di atlante italiano. Tutte le carte vennero alle stampe quindi prima del 1620, nelle loro stesure provvisorie, successivamente corrette ed aggiornate per l’edizione definitiva. Per la realizzazione delle lastre il Magini si servì di due dei più famosi intagliatori dell’epoca: il belga Arnoldo Arnoldi e l’inglese Benjamin Wright. Tutta la cartografia della penisola è tratta dal lavoro del matematico padovano.

La carta in oggetto è una magnifica impressione (480×390 mm), con graduazione marginale, scala metrica pari a 50 miglia, in discreto stato di conservazione. La carta è dedicata ad Antonio de’ Medici. Incisa da Benjamin Wright (sotto la scala compare il suo nome), l’opera è tratta dalla prima edizione de l’Italia, pubblicata postuma dal figlio Fabio nel 1620. Molto curati sono i confini amministrativi ed il richiamo alle province interne è ottenuto, nel cartiglio, con gli stemmi (nell’ordine Abruzzo Ultra e Citra, Terra di Bari, Terra di Otranto, Calabria Ultra e Calabria Citra, Terra di Lavoro, Principato Ultra e Citra, Basilicata, Capitanata e Contado di Molise), secondo una sequenza che aveva già utilizzato anche Prospero Parisio nella sua carta del Regno di Napoli. Nel cartiglio compare anche l’effigie di San Tommaso (a sinistra) e di S. Francesco di Paola (a destra).

12-tav. XII-Regno di Napoli (1620)