Sezione Storica – Fondo Cartografico Losardo – Sala IX (Tav. VII)

Itala nam tellus/Graecia Maior erat (1595)

La carta della Graecia Maior e quella, molto piccola, del Neapolitanum Regnum debbono essere attribuite ad Abraham Ortelius (anche Ortels, Oertel, Orthellius, italianizzato in Abramo Ortelio) (Anversa 1528–1598), noto geografo e cartografo, fondatore con Mercatore della cartografia fiamminga. A lui si deve il Theatrum Orbis Terrarum, una delle prime collezioni cartografiche alla stessa scala complete, utilizzando la collaborazione dei principali cartografi europei, ben venticinque anni prima dell’atlante di Mercatore, inciso da Franz Hogenberg (pubblicata in 42 edizioni sino al 1612 e sette lingue diverse). Ortelius pubblicò inoltre parecchie carte storiche, alcune delle quali furono inglobate nel Theatrum. Tra 1579 e 1606 fu pubblicato il suo Parergon Theatri, contenente una riproduzione della Tabula Peutingeriana. La prima carta del Fondo Losardo, Itala nam tellus/Graecia Maior erat, è un’incisione di 500×610 mm del 1595, tratta forse dall’Accuratissima orbis delineativo sive geographia vetus, sacra & profana di Georg Horn (1684?), la cui prima edizione si trova nel Parergon Theatri, appendice di carte storiche di Ortelius. Si tratta di una rappresentazione mediocre ed approssimativa, con l’est in alto e graduazione marginale, ma senza scala metrica di riferimento, dedicata al suo amico medico Nurenberg. La rappresentazione include anche rilievo e idrografia ad imitazione della carta di Prospero Parisio, mentre la resa della regione ed il disegno è di stampo mercatoriano. Il nome Calabria è riferito alla penisola salentina, mentre la Calabria vera e propria è indicata come Magna Graecia, Locri e Brutii, mentre la Sicilia e la Lucania (chiamata anche Andragathia regio) sono bianche. Due elaborati cartigli si riferiscono alle isole Tremiti, Diomedeae; nella rappresentazione la narrazione tiene conto di luoghi, popoli e città, descritte anche con particolari notazioni. L’incisione del Neapolitanum Regnum, di 210×170 mm (circa ¼ del formato originario) tratta con ogni probabilità dalla Geografia di Giovanni Antonio Magini del 1596, è forse una carta di Pirro Ligorio riprodotta da Ortelius, senza graduazione marginale, priava anche di una scala e di un orientamento, anche se con il nord-est in alto. Indica il Capo Lacinio con le due colonne, allo stesso modo di Ligorio, ha modeste indicazioni toponomastiche.

 

7-tav. VII-Itala nam tellus Graecia Maior... (1595)