Sezione Archeologica (Il Medioevo) – Sala VIII – Vetrina 13

Fornace di epoca post-medioevale

 

Sul ripiano superiore sono esposti i frammenti pertinenti ad una fornace rinvenuta nell’ambito dell’attività di scavo prevista nel Workcamp organizzato e promosso, nell’estate del 2012, dagli Assessorati alle Politiche Sociali ed alla Cultura del Comune di Cetraro in collaborazione con  la Soprintendenza dei Beni Archeologici della Calabria. Lo scavo è stato effettuato nella località denominata l’Istraco, sita nella parte sommitale delle colline cetraresi retrostanti al Santuario del Monte Serra (650 m. ca.). Si tratta di un’area caratterizzata dalla presenza di boschi misti, sorgenti, piccoli corsi d’acqua e terreni argillosi. Le operazioni di scavo eseguite dai volontari del Servizio Civile Internazionale e coordinate dal Prof. Fabrizio Mollo, archeologo e docente di Topografia Antica ed Archeologia delle Provincie Romane presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina, hanno permesso il recupero di una fornace destinata alla cottura di laterizi, in particolare tegole e coppi. La struttura della fornace di forma circolare era stata pesantemente danneggiata dai dissesti idrogeologici causati dalla fragilità del terreno e dalle opere di rimboschimento e di bonifica montana effettuate in passato dal Corpo Forestale dello Stato. Le camere di cottura e di combustione, infatti, risultavano completamente interrate e riempite da frammenti di tegole e coppi di vario formato e da materiale refrattario derivante gran parte dal crollo totale della copertura. La tipologia della fornace in esame, tra le più comuni in età medievale e moderna, è formata da un prefurnio, una camera per il fuoco, un doppio piano di cottura sorretto da pilastrini e da una copertura a calotta. Per via della vicinanza alle fonti di approvvigionamento, costituite in questo caso dalla legna, dall’acqua e dall’argilla, le fornaci da laterizi venivano spesso costruite in zone rurali ed utilizzate saltuariamente o per brevi periodi. Da una recente attività di ricognizione effettuata nelle aree limitrofe alla località l’Istraco, è stato possibile constatare in più punti la presenza di numerose fornaci interrate strutturalmente simili a quella scavata, oltre che reperire frammenti ceramici e osservare resti di strutture affioranti dal terreno che riferiscono di azioni antropiche avvenute in varie epoche. Quanto alla datazione, per ovvie ragioni logistiche e di esigenza si è portati a pensare che il periodo di realizzazione, nonché, di utilizzo di queste fornaci coincida con la nascita del vicino borgo Sant’Angelo avvenuta nella prima metà del ‘500. Secondo la storiografia locale, infatti, in tale periodo alcune famiglie facoltose del centro, per sfuggire e tutelare le proprie attività dalle continue scorrerie turche, furono costrette a trasferirsi nell’entroterra cetrarese, dando così vita ad un nuovo abitato rurale costituito sul finire del ‘700 da un migliaio di persone. È dunque probabile che le fornaci siano state approntate man mano per soddisfare l’industriale richiesta di laterizi proveniente dai cantieri edilizi locali ai quali all’epoca fu affidata l’impellente realizzazione delle abitazioni del nuovo borgo e delle annesse officine, nonché, di strutture legate al settore agro-pastorale. Una volta completate le operazioni di messa in opera del casale di Sant’Angelo, poiché non più funzionali le fornaci insieme alle cave d’argilla in cui erano seminterrate vennero dismesse e totalmente abbandonate, come abitualmente avveniva in passato per gli impianti di laterizi concentrati nelle aree rurali.

 

 

resti strutturali della fornace

resti strutturali della fornace

 

frammento del piano di cottura                                     frammenti di coppi a profilo ricurvo
 
 

frammento del piano di cottura                                                                      frammenti di coppi a profilo ricurvo