Museo del Mare – Sala VI – Espositore centrale

1 Anfora greco-italica (seconda metà IV-III sec. a.C.)

2 Anfora Lamboglia 2 (fine II-metà I sec. a.C.)

3 Anfora Lamboglia 2 (fine II-metà I sec. a.C.)

4 Anfora greco-italica (seconda metà IV-III sec. a.C.)

5 Pancia e puntale di anfora non identificata

 

 

Greco-italiche

Le anfore inserite in questo raggruppamento sono particolarmente complesse sia per quanto riguarda l’origine sia per quanto concerne la diffusione. Tali contenitori sono stati classificati nei tipi Will A1 e A2 dell’omonima tipologia e soprattutto nei tipi MGS V e VI della classificazione Vandermersch. Si tratta di recipienti destinati a contenere vino o olio, ampiamente diffusi in tutto il Mediterraneo e prodotti, principalmente, in Italia meridionale. Il tipo MGS V presenta orlo a sezione triangolare, leggermente pendente, e collo a tronco di cono rovesciato. Il tipo è caratteristico della fine del IV-primo terzo del III sec. a.C.; quello MGS VI, con orlo a sezione triangolare, anche se si allunga e si ripiega progressivamente verso il basso rispetto al suo asse, presenta caratteristiche e andamento che preludono chiaramente all’evoluzione tipologica naturale, di età repubblicana, Dressel 1, da cui, bisogna dire con grande onestà, non sempre è facile distinguere solo sulla base dell’orlo.

 

Lamboglia 2

Anche per quest’anfora dobbiamo immaginare una destinazione vinaria, tradizionalmente attribuita all’area apula e ad una circolazione prevalentemente orientale ed adriatica tra la fine del II e l’età augustea. Si tratta di un’anfora con corpo ovoide, con punto di massima espansione nella parte inferiore della pancia, spalla con carenatura più o meno accentuata, collo cilindrico o troncoconico, orlo a fascia verticale, ansa a bastone e puntale pieno.

 

Lamboglia 2

                                                                                              Lamboglia 2