Sezione Archeologica (Il Medioevo) – Sala VIII – Vetrina 14

 

Leone accovacciato (XV – XVI sec. ?)

 

La scultura in pietra arenaria lavorata a tutto tondo rappresenta un Leone acefalo accovacciato su un basamento in atteggiamento di difesa. L’opera è stata rinvenuta fortuitamente nel cuore del centro storico di Cetraro, più precisamente nei pressi del Palazzo del Vicario, sede dei monaci benedettini di Montecassino un tempo rettori di Cetraro. Tenendo conto delle indicazioni suggerite dal luogo di ritrovamento a tale ambito monastico appare ragionevole riferire la committenza della scultura e ipotizzare che essa fosse destinata a svolgere, in coppia con un analogo esemplare, la consueta funzione simbolico-decorativa sistemato ai lati di una scalinata o all’ingresso di qualche struttura annessa al Palazzo badiale. A tal proposito, si è ipotizzato che la scultura decorasse, svolgendo la funzione di immota sentinella, l’ingresso che dava accesso ai locali oggi murati e interrati posti nella zona sottostante del Palazzo e prossimi al luogo di ritrovamento. L’opera è caratterizzata da una resa geometrica e stilizzata dei particolari, come nel caso della criniera segnata da una serie di incisioni parallele e della coda a rilievo rivolta sul dorso. L’ipotesi ricostruttiva della sezione anteriore riferisce con buona probabilità che il Leone tenesse la bocca socchiusa e rivolgesse la testa di lato, così com’è abitualmente rappresentato all’ingresso delle Cattedrali medioevali o nei monumenti funerari trecenteschi dov’è inserito come guardiano del sonno eterno. La leggera torsione del collo che rompe la rigida simmetria compositiva è un elemento che richiama l’indagine naturalistica avviata nella decorazione scultorea d’architettura in epoca gotica e successivamente completata nella scultura pre-rinascimentale. Dall’analisi stilistica appare chiara la derivazione dai modelli romanici della corrente tosco-emiliana e da quella classicista promossa in Puglia e in Sicilia da Federico II, ripresa e aggiornata in seguito nella scultura angioina. Pertanto, in assenza di dati documentari, sulla base dei riferimenti stilistici tenendo conto dei ritardi artistici che solitamente caratterizzavano le cosiddette “opere di periferia”, si è propensi nel collocare l’opera in un range cronologico compreso tra il XV ed il XVI sec.

Prima di essere esposta l’opera ha ricevuto presso il Laboratorio di Restauro Archeologico del Museo una combinazione di interventi di natura chimico-meccanica atti a rimuovere i depositi coerenti ed incoerenti che ne compromettevano la corretta leggibilità.

 

Scheda restauro – Data 02/01/2013

Materiale: arenaria

Tecnica: pietra scolpita

Dimensioni: 40 cm x 20 cm

Luogo di ritrovamento: centro storico di Cetraro (CS)

Intervento di restauro conservativo su figura animale (leone).

Fasi del Restauro: documentazione fotografica prima dell’intervento – eliminazione dei depositi incoerenti eseguita a secco (non concrezionata) mediante pennelli a setole dure – eliminazione dei depositi coerenti con l’ausilio di bisturi a lama intercambiabile (completata la pulitura meccanica a secco). Pulitura chimica avvenuta tramite impacco di soluzione ab57 (ISCR – base di carbonato di ammonio che attacca le concrezioni + edta – acqua demineralizzata – bicarbonato di sodio).

 

 

Leone araldico in arenaria                               fig. 70 Leone in arenaria dal centro storico